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LA MOSTRA |
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Dal 17 dicembre 2003 al 28 febbraio 2004 nel salone principale dell'Aeroporto Gabriele D'Annunzio di Brescia-Montichiari,
in concomitanza con i 100 anni del primo storico volo dei fratelli Wright del 17 dicembre 1903, viene presentata la mostra fotografica "D'Annunzio e la promozione del volo".
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| Fratelli Wright |
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PASSIONE
"Nel cielo notturno l'anima si fa azzurra e stellata" |
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LE SEZIONI |
| La mostra testimonia l'interesse di D'Annunzio (nella foto) per gli albori del volo, con documenti letterari e fotografici. |
- I pionieri del volo
- Le prime fabbriche italiane di aeroplani
- Il circuito aereo internazionale di Montichiari (1909)
- Il Manifesto
- La costruzione della struttura aeroportuale
- Ie gare
- I vincitori
- D'Annunzio in volo
- D'Annunzio e il volo
- Il volo di D'Annunzio su Trieste (1915)
- Il volo di D'Annunzio su Vienna (1918)
- La nascita dell'Aviazione italiana (1923)
- Le trasvolate di De Pinedo e Balbo
- La scuola di alta velocità di Desenzano del Garda |
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La mostra fotografica si potrà avvalere degli Archivi del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, dove si conservano ricchissime testimonianze d'epoca.
Con il patrocinio della Camera di Commercio di Brescia.
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Montichiari (1909). Un biplano "Wright" in fase di decollo
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| Quando nel 1909 il volo aereo era solo uno sport, D'Annunzio aveva tutti i numeri perchè gli organizzatori del primo Circuito di gare internazionali, a Montichiari, nei pressi di Brescia, si rivolgessero proprio a lui: dicesse il Poeta quali emozioni possono riservare le macchine alate ai comuni mortali. Lo invitano a volare e Gabriele accorre, lasciando la marina pisana a bordo dell'automobile con la quale già da due anni usa viaggiare. Raggiunge così, a una media di 60 chilometri orari, il campo bresciano, attrezzatissimo e gremito da 50 mila spettatori, per librarsi nell'alto con lo statunitense Glenn Curtiss e Mario Calderara.
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D'Annunzio si appresta a volare
con Curtiss |
Mario Calderara
Il primo brevetto di volo italiano |
L'ombra d'Icaro ancor pè caldi seni
del mar mediterraneo si spazia.
[...] subitamente vidi
ignuda l'ombra d'Icaro apparire.
Quasi il color marino
aveano assunto le sue membra,
ma gli occhi eran solari. |

Giuseppina Mancini che
fu con d'Annunzio a Montichiari |
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| Elogio della modernità |
| Il 1909 è l'anno in cui il movimento Futurista, che da tempo dà avvisaglie, dichiara allo scoperto la propria dirompente esistenza. Un atto di nascita, insomma, con i toni altisonanti del celebre Manifesto pubblicato il 20 febbraio sulle colonne del parigino “Figaro”. |
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Filippo Tommaso Marinetti, nativo di Alessandria d'Egitto ma di stanza a Milano, è il capofila della nuova dottrina, estetica e ideologica, che coinvolge appunto non solo tutte le arti ma anche il costume, i comportamenti e lo stile di vita. Cosi, oltre a letteratura e musica, teatro e pittura, scultura e architettura, ci saranno danza, fotografia, cinema,moda, stampa, cucina, design……futuristi, senza contare la “religione morale della velocità ” che pone la macchina al vertice:
“Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia[...] Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere e dalla sommossa: |
| canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati dai tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari[...]” |
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Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera - Brescia (Italia) |
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